Gli antipasti a base di melone
Il melone è universalmente noto per l'accostamento con il prosciutto crudo, celebrato anche dall'Artusi (autore del La Scienza della cucina e l'Arte di mangiar bene). Questo abbinamento non è delizioso solo per il contrasto dolce-salato, ma è funzionale anche alla digestione degli zuccheri del melone, che vengono più rapidamente assorbiti grazie al sale contenuto nei salumi.
Ecco un paio di varianti del classico abbinamento "melone e prosciutto".
MELONE, CULATELLO E ROBIOLA
Ingredienti per 4 persone:
- 200 gr di melone a polpa croccante
- 150 gr di Robiola
- 200 gr. di culatello di Zibello tagliato a fette non troppo sottili
- germogli di crescione
Tempo di preparazione: 10 minuti.
Metodo:
Tagliare il melone a fettine sottili, la robiola in tre spicchi per persona e il culatello a striscioline. Sistemate le fette di melone a raggiera sui piatti; disponete al centro la robiola, aggiungete il culatello e guarnite con i germogli di crescione.
SPIEDINI DI MELONE, PROSCIUTTO E FICHI
Per 4 persone:
- 2 meloni piccoli e non troppo maturi (HoneyMoon)
- 4 fichi maturi
- 4 fette di prosciutto crudo
- 8 spiedini di legno
- una manciata di foglie di menta
Tempo di preparazione: 20 minuti.
Metodo:
Lavare i fichi con l'acqua fredda e tagliarli in 4 parti. Pulire il melone e dividere ogni metà in 6 parti regolari. Tagliare le fette di prosciutto in 6 e infilare sugli spiedini di legno gli ingredienti uno dopo l'altro, alternando il fico, il melone, la menta e il prosciutto. Conservare in frigorifero fino all'uso.
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Curiosità
Il melone come antipasto è un piatto molto più antico di quanto si possa pensare:
Apicio, il famoso buongustaio dei tempi di Augusto e Tiberio (IV sec d.C.) nella sua opera culinaria in 10 libri (
De re Coquinaria) consigliava di gustare il melone in apertura del pasto, gustandolo con un condimento di erbe aromatiche,
garum (salsa di pesce marinato) e aceto.
Un millennio più tardi,
Bartolomeo Platina (umanista del 1400, erudito e storico cremonese che fu segretario del cardinal Francesco Gonzaga) riporta che "i nostri antecessori usavano prendere il popone a digiuno" quindi poco prima di sedersi a tavola per evitare che ritardasse la digestione.